Montecarlo

Montecarlo può vantare le sue bellezze paesaggistiche e soprattutto la sua storia. Una storia fatta anche di agricoltura, dove la vite e l'olivo da sempre hanno giocato un ruolo determinante per la sua economia, come dimostra l'antico nome (Vivinaia) di questo borgo medievale adagiato su un colle che spazia sulla Valdinievole e sulla piana di Lucca. Le origini dei vini montecarlesi risalgono all'epoca romana. Già nel medioevo godettero di una discreta popolarità soprattutto presso le più alte autorità ecclesiastiche. Pare infatti che i bianchi e rossi di Montecarlo fossero particolarmente graditi al palato dei pontefici Paolo III Farnese, Gregorio XII e del cardinale di Ragusa Giovanni Dominici di San Sisto, giunto in visita nella zona nel 1408. Oggi, il Montecarlo viene considerato una tra le perle dell'enologia toscana e viene prodotto nelle tipologie Bianco, Rosso, Vin santo e Vin santo occhio di pernice. L'area di produzione comprende parte del territorio dei comuni di Montecarlo, Altopascio, Capannori e Porcari, in provincia di Lucca. La coltivazione della vite avviene su terreni di natura eocenica, formati da scisti argillosi, misti ad arenaria e calcare. Anche il clima è particolarmente favorevole. 

 Vitigno

Il Montecarlo Bianco e il Vin santo si ottengono con uve Trebbiano toscano (40-60%), Semillon e/o Pinot grigio e/o Pinot bianco e/o Vermentino e/o Sauvignon e/o Roussane (40-60%), ed eventualmente con altri vitigni a bacca bianca della zona per un massimo del 20%. Il Montecarlo Rosso e il Vin Santo Occhio di Pernice si ottengono con uve Sangiovese per il 50-75%, Canaiolo nero (5-15%), Ciliegiolo, Colorino, Malvasia nera, Sjriak, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, da soli o congiuntamente, nella misura dal 10 al 15%, con eventuale aggiunta di altri vitigni a bacca bianca e rossa della zona per un massimo del 20%. Il Montecarlo rosso se sottoposto ad un invecchiamento di due anni a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo alla raccolta ha diritto alla specificazione "riserva".

 Caratteristiche

Aspetto   

Il Montecarlo Bianco presenta un colore paglierino più o meno intenso. Il Vin Santo ha colore dal giallo paglierino al dorato, all'ambrato intenso. Il Montecarlo Rosso è un vino dalla limpidezza brillante. Il suo colore è rosso rubino vivace. La tipologia Vin Santo Occhio di Pernice ha colore da rosa intenso a rosa pallido.

Profumo  

Il Montecarlo Bianco ha un odore delicato, caratteristico. Il Montecarlo Vin Santo ha profumo etereo, intenso, caratteristico. Il Montecarlo Rosso ha profumo vinoso e intenso. La tipologia Vin Santo Occhio di Pernice ha un odore caldo e intenso.

Gusto  

Il Montecarlo Bianco presenta un sapore asciutto, delicato, armonico. Il Montecarlo Vin Santo ha sapore armonico, vellutato, con più pronunciata rotondità per il tipo amabile. Il Montecarlo Rosso ha sapore asciutto e sapido. La tipologia Vin Santo Occhio di Pernice ha sapore dolce, morbido, vellutato e rotondo.

Gradazione   La gradaziione minima per il Montecarlo Bianco è di 11,00% vol, quella del Montecarlo Rosso è di 11,50% vol (Riserva 12,00% vol). Le tipologie Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice hanno una gradazione minima di 16,00% vol.
Età ottimale   Due anni per il Montecarlo Rosso Riserva.
 

  Zona di produzione

  

  Tipologie

  • Montecarlo Bianco
  • Montecarlo Rosso
  • Montecarlo Rosso Riserva
  • Montecarlo Vin Santo
  • Montecarlo Vin Santo Occhio di Pernice

 Calice e servizio

Il Montecarlo Bianco va servito in calici svasati a una temperatura di 8-10°C. Il Montecarlo Rosso va servito in calici bordolesi a una temperatura compresa tra i 16 e i 18°C.  Le tipologie Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice vanno serviti in piccoli calici a circa 10-12°C di temperatura.

 

 Abbinamento con i   cibi

Il Montecarlo Bianco si accompagna perfettamente a pietanze tipiche toscane quali la panzanella, il marzolino, l'acquacotta, la frittata con gli zoccoli, la minestra di riso, la torta con le acciughe e il lardo di Colonnata. Il Montecarlo Rosso si addice particolarmente a secondi piatti a base di carni rosse, legumi e zuppe ma si abbina bene anche ai formaggi tradizionali come la caciotta toscana. Le tipologie Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice sono vini da dessert ideali assieme a dolci e alla pasticceria secca tradizionale come i biscottini di Prato, i brigidini e la torta garfagnana.