Strada del Vino dei Colli di Maremma

Questa “Strada” è ubicata nella parte sud-est della provincia di Grosseto. Ha molto da dire, da raccontare, è una delle Strade più grandi d'Italia, ma anche quella che offre maggiori proposte ed opportunità, dal mare alla collina fino alle pendici del Monte Amiata. È un territorio ricco di storia, tradizioni e tipicità, uno squarcio di vera e autentica genuinità. Racchiude i comuni di: Capalbio, ai confini sud della Toscana, si erge sopra un colle boscoso e rigoglioso della tipica macchia della maremma. Anticamente fu castello delle Tre Fontane di Roma (VIII sec.) e nel periodo medioevale fu di proprietà della famiglia degli Aldobrandeschi; nel 1416 fu annessa alla Repubblica Senese. Il paese conserva quasi intatto il suo impianto medievale tanto che si può percorrere, lungo le mura, l’antico cammino di ronda e una delle porte aperte nella cinta, la Senese, ha ancora le ante delle origini quattrocentesche in legno massiccio. Orbetello, sulla sottile lingua di terra che si protende in mezzo alla laguna costiera e a cui dà il nome. Particolare è la sua forma a scafo, ancorata nelle placide acque della Laguna e unita al Promontorio del Monte Argentario da una diga artificiale costruita nel 1841.

Anche i dintorni di Orbetello sono ricchi di caratteristici luoghi come il porto di Talamone, un pittoresco e solitario borgo di pescatori, raccolto su un promontorio roccioso intorno ad un’antica rocca del XV sec. e da cui si godono suggestivi scorci panoramici sulla costa e sulle isole. Grande importanza a livello archeologico è la località di Ansedonia, a sud della Laguna, sul cui territorio sono stati rinvenuti resti archeologici della città di Cosa, importante colonia romana del III secolo a.C..  Isola del Giglio, custodita nell’azzurro e caldo mar Tirreno, è la seconda isola dell’Arcipelago Toscano, riconosciuta da tutti come un piccolo-grande paradiso per le sue bellezze naturali. Il suo nome, dal greco ”aegilion”, isola delle capre, molto probabilmente è dovuto al suo territorio montuoso, quasi interamente costituito di granito, ricco di greppi adatti ad animali rupestri. Nell’isola flora e fauna sono di grande interesse e bellezza e la verde macchia mediterranea è alternata a terrazzamenti per facilitare le coltivazioni a oliveti e vigneti da cui si ricava il pregiato vino bianco Ansonica. I primi insediamenti risalgono, probabilmente, all’epoca etrusca; successivamente, dal III sec. A. C., cadde sotto la dominazione romana divenendo di proprietà della nobile famiglia Domizi Enobardi. Sulla costa occidentale dell’isola sorge Campese, al centro di una baia orlata da un’ampia spiaggia sabbiosa, impreziosita dalla presenza di un’imponente Torre eretta ai tempi di Ferdinando I. Poi ancora Magliano in T., Grosseto, nel cui reticolo della città moderna si disegna il centro storico, chiuso dall'esagono verde dei bastioni che Francesco I fece rinnovare (1574). I superstiti di Roselle, già etrusca, dopo la devastazione saracena del 935, erano riparati qui, nella pianura dell'Ombrone a una dozzina di chilometri dal mare. La fortuna del luogo seguì l'alterno prevalere della bonifica e della malaria, vinta nel nostro secolo. Siena ebbe stabilmente la città dal 1336, che si arrese ai Medici solo nel 1559, dopo Montalcino. È mercato e capoluogo della Maremma Toscana, fervidamente agricola. Da visitare, il Duomo di fine '200, il Museo Archeologico e d'arte, le mura e la Chiesa di San Francesco, nei dintorni il Parco Naturale della Maremma e le rovine Etrusche di Roselle. Monte Argentario, le cui coste sono rese note dalle sue località turistiche alla moda: Porto Santo Stefano, Porto Ercole o Capalbio, lì dove da anni si consuma l’estate più intellettuale dello stivale. Da non perdere il lago di Burano oasi wwf, riserva naturale dello Stato dal 1980. Un’estensione di 410 Km articolata in sentieri naturali, strutture didattiche, capanni, torre di osservazione, percorso di visita per disabili, giardino delle farfalle. A Porto S. Stefano da vedere è la Fortezza Spagnola che sovrasta il centro storico. Questo edificio militare del XVI sec., è stato completamente restaurato ed è ora sede del caratteristico Museo dei Maestri d'ascia e della mostra "Memorie sommerse" che comprende reperti archeologici, rinvenuti nei fondali dell'Argentario e dintorni. CampagnaticoRoccalbegnaSempronianoScansanoMancianoPitigliano Sorano.