Miele

   

La produzione di miele in Toscana è una tradizione che risale all’epoca degli Etruschi, periodo in cui l’apicoltura era diffusa tra tutti i popoli dell’area del Mediterraneo. La varietà morfologica della regione della Toscana rappresenta l'habitat naturale per l'apicoltura e la produzione di un miele di ottima qualità. Tutto il territorio della regione è interessato alla produzione di miele, in particolare la Lunigiana, la provincia di Grosseto con la zona dell’Amiata e della valle dell’Ombrone, le province di Arezzo, Siena e Prato.

Numerose sono le tipologie di miele prodotto nella regione Toscana. Particolarmente rinomato, nell’Alta Versilia e nell’Amiata, il miele di "castagno", con consistenza piuttosto liquida, colore marrone più o meno scuro e brillante dal gusto amaro forte. Nella Lunigiana, il miele di "acacia", liquido, colorazione giallo-chiara, quasi trasparente, con sapore dolce molto delicato. Il miele "millefiori", di consistenza fluida e granulosa, sapore dolciastro con retrogusto amarognolo, colore che varia dal giallo-verdognolo al marrone-blu, prodotto nella Valdelsa. Si possono menzionare ancora, il miele di "popone", dal colore giallo ambra chiaro, profumo delicato ma persistente, sapore dolce e fruttato che ricorda quello di mele e pere mature, la cui zona di produzione è la valle dell’Ombrone dove si coltivano i meloni in pieno campo, il miele di "marruca", di colore ambra-oro, consistenza liquida e aspetto limpido e trasparente, odore e sapore molto intensi che ricordano il profumo della macchia mediterranea, delicato, fine, che si accompagna bene ai formaggi, soprattutto ai caprini, tipico della zona meridionale della provincia di Grosseto, in particolare dei comuni di Orbetello, Magliano, Scansano, il miele di "sulla", inizialmente molto liquido, in seguito cristallizza divenendo molto compatto, dal colore giallo chiaro tendente al bianco, sapore delicato, odore molto intenso e dolciastro, il miele di "girasole", che si presenta cristallizzato, con colorazione giallo oro, sapore leggermente erbaceo, odore simile a quello della paglia o della cera, prodotto tipicamente nelle pianure e nelle colline della provincia di Arezzo, il miele di "erba medica", che ha inizialmente consistenza liquida e poi cristallizza, dal colore ambrato, chiaro, il sapore lievemente aspro, l’odore è quello dell’erba e del fieno, prodotto nella zona di Prato, il miele di "corbezzolo", solido, colorazione ambrata, dalla tonalità grigio-verde, dal gusto è amaro e persistente e odore pungente.

Il miele è molto utilizzato nella cucina tipica Toscana, sia per la  preparazione di dolci e biscotti, sia come accompagnamento più ricercato per i formaggi freschi o stagionati come i pecorini toscani.

Cos'è il miele?

Il miele e' una soluzione zuccherina molto dolce, prodotta dalle api per nutrire le loro larve e per avere una riserva di cibo durante la stagione invernale. Le api operaie prima prelevano il nettare dei fiori e poi lo trasformano in miele dentro una sacca speciale che si trova nel loro apparato digerente. Il miele viene poi conservato in favi all’interno dell’alveare. Il miele d’api è composto di fruttosio, glucosio,acqua, enzimi e oli essenziali; è un alimento molto nutriente (100 grammi forniscono 330 calorie) e mentre il glucosio fornisce energia immediata, il fruttosio va a costituire una riserva energetica. Il colore e il gusto dipendono sia dalla fonte da cui è stato estratto il nettare che quanto tempo il miele risulta essere prodotto; in genere quello di colore chiaro è più pregiato di quello scuro. La cristallizzazione è un processo naturale che dipende dalla composizione e dalla temperatura. Prima di essere messo in commercio, il miele viene riscaldato a 66°C per sciogliere eventuali cristalli, quindi versato in contenitori sigillati per limitare il più possibile la cristallizzazione.