Produttori frutta e ortaggi

Frutta e ortaggi

La frutta è un alimento fondamentale, come la verdura, per mantenere un giusto apporto di vitamine, sali minerali e fibre. Le proprietà delle frutta permettono, se consumata in modo corretto e regolarmente, di alimentarsi in modo sano ed equilibrato. Per secoli l’uomo si è nutrito secondo i cicli naturali delle stagioni, il nostro organismo, al cambiare della temperatura e delle condizioni ambientali, cambia le sue esigenze e le sue necessità che possono essere perfettamente soddisfatte dagli alimenti di stagione. Alcuni esempi aiutano a comprendere questa importante necessità per il nostro organismo. Come si potrebbe sopportare il calore provocato dal solleone senza l’abbondanza della frutta e degli ortaggi estivi, prevalentemente composti da acqua e da sali minerali, e cosa c’è di meglio di alcune delle sostanze contenute nella frutta primaverile (ad esempio gli acidi organici della Fragola), per facilitare i processi depurativi che spontaneamente il corpo mette in atto nel passaggio dalla stagione fredda a quella temperata.

La Toscana vanta anche una grande produzione di frutta autoctona. Tra i tanti tipi di frutta, si può menzionare la Pesca regina di Londa, una bella pesca a pasta bianca, con la buccia color bianco verdino e striature rossastre. Dolcissima, ha profumo molto intenso e consistenza soda. E' originaria del territorio del comune di Londa, comune della Montagna fiorentina, dove tuttora viene coltivata. Molto dolce, si presta a essere usata per le marmellate. La pesca regina di Londa è prodotta in zona da almeno 50 anni. La seconda domenica di settembre si tiene a Londa la Festa della regina di Londa durante la quale viene premiata, da una giuria composta da esperti, la migliore cassetta di pesche regina di Londa. Nell’occasione la giuria si esprime anche su altre varietà locali di pesche (burrone e cotogne fiorentine, cotogna di Rosano).

Anche l’Arancia massese è prodotta da cultivar autoctone coltivate in alcuni appezzamenti collinari del massese. Ha forma rotonda e colore arancio chiaro, sia esternamente che nella polpa. È molto profumata, ha una buccia molto fine e un sapore agrodolce. Le pezzature sono medio piccole. Si produce tra novembre, dicembre e gennaio. La peculiarità del prodotto è costituita dalla particolare succosità dei frutti e dalla finezza della buccia. L’altitudine e la vicinanza con il mare conferiscono a questa arancia un gusto e un aroma molto diversi da quelli delle arance calabresi e siciliane. Ottima per fare spremute perché molto ricca di succo, la sua scorza viene usata in pasticceria come candito.

Un prodotto tipico toscano è sicuramente la castagna. Il territorio toscano, con le sue numerose colline coperte di boschi, è una fucina per questo prodotto. Le castagne vengono raccolte un po' ovunque, in Lunigiana, in Garfagnana, sulle Alpi Apuane, nel Mugello. Il castagno è presente in Toscana da secoli e vegeta a un’altezza compresa tra i 200 e gli 800 metri sul livello del mare. Si hanno notizie della presenza del castagno in Toscana già in epoca etrusca e romana, quando, assieme alle ghiande, costituivano l’alimento quotidiano della maggior parte della popolazione. Omero e Plinio ne hanno diffusamente parlato nelle loro opere. Oggi alcune tipologie di castagne hanno ottenuto dall’Unione Europea la denominazione Igp. La principale è la castagna dell’Amiata. Tra le varietà riconosciute: Bastarda Rossa, Cecio e Marrone. L’altra castagna ad aver ottenuto l’Igp è il marrone del Mugello, prodotto in un’area di quasi 100000 ettari nella provincia di Firenze. Le castagne vengono impiegate in mille preparazioni: bollite, arrostite, glassate, seccate, trasformate in farina, in marmellata. Quelle più brutte e sciupate sono destinate ai maiali che di questo frutto sono golosissimi.

Tra le tante varietà di ortaggi della Toscana troviamo: Il Carciofo empolese, inserito nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali della regione. È una tipologia di carciofo conosciuta in Toscana già in epoca anteriore al XIX secolo, anche se è di origine più antica. Il carciofo empolese è di colore verde intenso, tendente al violaceo, ha una consistenza tenera e compatta e il suo gusto è molto delicato. Le caratteristiche principali sono che non presenta spine e che si produce da aprile a giugno. L'abbinamento con l'olio extra-vergine di oliva prodotto sulle colline circostanti ha favorito il prodotto dal punto di vista gastronomico, perché il suo sapore dolce-amaro si sposa bene nel consumo sia crudo che cotto. Il carciofo assorbe egregiamente i condimenti utilizzati e ha una buona capacità di tenere la cottura, quindi è utilizzato in cucina in diverse preparazioni. Può essere mangiato anche fresco crudo, in insalata con olio e limone o in pinzimonio, ma anche fritto in pastella e lesso. È protagonista di due piatti tipici, i carciofi fritti e il risotto dell'empolese.

La Cipolla di Certaldo, è un ortaggio è fortemente legato all'immagine del territorio di questo comune e ha un particolare punto di riferimento anche nei confronti degli abitanti, tanto che nelle dispute di campanile, che caratterizzano la regione Toscana, i certaldesi sono definiti "cipolloni". La cipolla è inserita anche nello stemma comunale. L'area di produzione è prevalentemente incentrata sul territorio comunale di Certaldo, con qualche zona delimitata anche nei comuni limitrofi di Montespertoli, Barberino Val d'Elsa, San Gimignano, Gambassi Terme e Castelfiorentino. La cipolla si distingue in due tipologie principali, legate al periodo di produzione: la statina, raccolta in estate, di colore viola chiaro, succosa, di sapore relativamente dolce, e la vernina, raccolta in autunno, di colore rosso intenso, leggermente schiacciata ai poli e di sapore pungente tipico. La cipolla di Certaldo viene utilizzata per preparare le marmellate da abbinare ai formaggi. Ma la preparazione più classica è farla appassire in olio caldo, passarla al setaccio, allungare con il brodo e qualche patata per farne una crema da insaporire con olio extra-vergine di oliva e da abbinare a fettine di pane toscano leggermente tostate.

In Toscana inoltre si sta espandendo la coltura della frutta biologica da parte di molte aziende agricole. Fino a qualche anno fa la maggior parte della produzione biologica era destinata all’esportazione ma l’aumentato interesse dei cittadini verso un’alimentazione salubre ha spinto le aziende bio ad adeguarsi. Di conseguenza cominciano ad essere molte le imprese biologiche ad effettuare vendita diretta tramite uno spaccio aziendale e/o la consegna a domicilio dei prodotti bio.