Ceramica

Per le sue caratteristiche di indeformabilità e impermeabilità la ceramica, sin dalle origini, costituì il materiale più adatto per realizzare contenitori di ogni foggia e grandezza. Già in epoca etrusca in Toscana si producevano ceramiche di pregio come il bucchero, una tradizione proseguita in epoca romana, quando Arezzo fu centro esportatore della celebre sigillata. Tale eredità fu ripresa, in età medievale e post-medievale, dalle botteghe dei territori fiorentini, pisani e senesi le cui maioliche e porcellane furono ampiamente esportate in tutto il Mediterraneo.

Costituita principalmente da argilla, la ceramica può essere a pasta compatta o a pasta porosa. La classificazione dei tipi ceramici (terracotta, terraglia, maiolica, porcellana, grès, ecc.), viene, quindi, fatta in base alla diversa attuazione delle varie fasi del ciclo produttivo (modellazione, essiccazione, cottura e, in alcuni casi, smaltatura e seconda cottura) e alla scelta dell'eventuale rivestimento.

Tra i capoluoghi di provincia, Arezzo è forse la città toscana che vanta la più antica tradizione nell'ambito della produzione ceramica di pregio. Fu in questo centro di origine etrusca, infatti, che attorno alla metà del I secolo a.C. nacque la sigillata aretina, una ceramica fine da mensa di colore rosso corallino che deve il suo nome al termine latino sigillum con cui si indicavano le caratteristiche decorazioni a rilievo ottenute a stampo presenti sugli esemplari più raffinati.

Fu certamente la presenza di un importante centro economico e amministrativo come Firenze a favorire, fin dal Medioevo, lo sviluppo, nelle aree limitrofe, di rinomate località manifatturiere come quelle di Montelupo e dell'Impruneta. Famosa per la sue raffinate maioliche, Montelupo raggiunse il suo acme produttivo tra la metà del Quattrocento e gli anni Trenta del secolo successivo, periodo in cui le sue ceramiche, oltre a soddisfare il fabbisogno di importanti famiglie borghesi e nobiliari fiorentine e di grandi istituzioni locali come ospedali, conventi e farmacie, erano esportate in tutto il bacino del Mediterraneo.

Analogamente alla provincia di Firenze, il territorio senese vanta una lunga ed importante tradizione nella storia della maiolica, distinguendosi dalla coeva produzione fiorentina per una maggior ricchezza nel repertorio decorativo e, a partire dalla metà del secolo XV, per la caratteristica ingobbiatura del biscotto (tecnica consistente nel rivestimento con argilla liquida del manufatto sottoposto ad una prima cottura) applicata prima del processo di smaltatura.