Alabastro

La lavorazione dell’alabastro è parte integrante dell’artigianato in Toscana. Volterra è il centro principe per quest’arte, e l’artigianato di Volterra è famoso in tutto il mondo per i suoi lavori, che coprono oramai una gamma infinita di oggetti: vasi, statue, reggilibri, bicchieri, urne, coppe, scatole, lampade, orologi, oggetti d’arte sacra e molti altri ancora. È una città di pietra, perché di pietra sono le strade, di pietra sono le sue torri e i suoi palazzi e di pietra sono le sue mura austere. E di pietra, d’alabastro, è anche il suo artigianato.

La provenienza del nome “alabastro” è certamente egizia e forse deriva dalla città di Alabastron, celebre anticamente per la fabbricazione di vasetti e di anfore destinati a conservare i profumi. Esistono due varietà d’alabastro: l’alabastro orientale (carbonato di calcio) e quello gessoso (solfato di calcio idrato). L’alabastro gessoso, quello che viene lavorato in Volterra ed in particolare quello estratto dal sottosuolo di Castellina Marittima, si è formato nel periodo miocenico in seguito ad un processo di sedimentazione e concentrazione del solfato di calcio contenuto nelle acque marine. Si tratta di una candida pietra che per la sua particolare morbidezza si presta ad essere più facilmente lavorata del marmo e quindi è adatta a riprodurre in scala ridotta certi motivi ornamentali ricchi di dettagli e a ritrarre nei particolari il volto umano, secondo i canoni estetici che dominavano gli indirizzi dell’arte classica. Si può parlare di vera espansione sotto il profilo quantitativo e qualitativo solo agli inizi del 1700 quando, per l’apporto di abili riproduttori di opere classiche, si cominciarono a produrre oggetti di ottimo livello che fecero conoscere l’alabastro al mondo intero. Sono trascorsi più di due millenni da quando gli Etruschi ne iniziarono la lavorazione, ma l’alabastro, pur tra numerose difficoltà, si lavora ancora in Volterra e, pur non costituendo, come è stato in un recente passato, il settore trainante della sua economia, è senz’altro ancora l’elemento caratterizzante della sua cultura e della sua stessa storia.

Oggi poche sono le botteghe artigiane rimaste nel centro storico, ma ad esse e a quei pochi veri artigiani che in esse lavorano è affidata la conservazione della tradizione e il compito di indirizzare la produzione verso la sua rinascita.